Chiesa copta
La Chiesa copta è una chiesa cristiana miafisita; è una delle Chiese orientali antiche. Il titolo di Papa spetta al Patriarca di Alessandria. Dopo più di quarant'anni di regno di Shenouda III, deceduto il 17 marzo 2012, ora il Patriarca è Teodoro II, 118esimo papa della Chiesa copto ortodossa. Il 4 novembre 2012, il suo nome è stato estratto a sorte da un bambino, la cui mano si dice sia guidata dal volere di Dio, al termine di una lunga liturgia nella cattedrale del Cairo.
La Chiesa copta fu fondata in Egitto nel I secolo; ha origine dalla predicazione di san Marco, discepolo di San Paolo, che scrisse il suo Vangelo e portò il cristianesimo in Egitto (regnante a Roma l'imperatore Nerone). La liturgia è simile a quella europea, ma le due liturgie si sono evolute differentemente, anche perché quella europea è stata influenzata dal ruolo del patriarcato di Costantinopoli, mentre quella copta dal ruolo del patriarcato di Alessandria. La Chiesa copta rivendica, infatti, di non riconoscere le decisioni del Concilio di Calcedonia (451) che stabilì che Cristo era, al tempo stesso, completamente Dio e completamente uomo, avendo due nature.
La Chiesa copta è stata una delle Chiese a soffrire di più dell'avanzata araba nel Nordafrica. Nonostante la legislazione islamica permettesse alle Religioni del Libro, cioè cristiani, ebrei e zoroastriani, di professare la propria fede, assegnando ai fedeli di altre religioni lo status di dhimmi, di fatto impediva le conversioni dall'Islam al Cristianesimo, o il matrimonio di donne musulmane con cristiani.
Nel corso del XIX secolo una parte di essa si è portata in comunione con il Papa di Roma. Oggi sussiste sotto il nome di Chiesa cattolica copta. Dopo il concilio Vaticano II, Chiesa cattolica e Chiesa copta hanno iniziato un cammino ecumenico di dialogo. Questo ha portato nel 1973 al primo incontro, dopo quindici secoli, tra papa Paolo VI ed il patriarca dei copti papa Shenuda III. Insieme decisero di iniziare un dialogo teologico, il cui frutto principale è stata la dichiarazione comune del 12 febbraio 1988 (la Chiesa cattolica era allora guidata da papa Giovanni Paolo II), che esprime un accordo ufficiale sulla cristologia, accordo approvato dal Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa. La dichiarazione comune sulla fede cristologica mette fine a secoli di incomprensione e di reciproca diffidenza.