Tozeur
15 maggio 1990, martedì
Paghiamo l'albergo meno di 60dt in due per tre notti e una cena; raggiungeremo Tunisi in bus passando per Gafsa, Kairouan ed Enfidaville. Il costo del biglietto è di 10dt a testa; partenza alle 8:00 con un pullman gran turismo con aria condizionata… guasta.
Dieci minuti dopo la partenza ci ferma la polizia a un posto di blocco; controllano i documenti di tutti e una ragazza viene fatta scendere dall'autobus e non risalirà dopo! A un'altra ragazza, seduta proprio dietro di noi e vestita in modo troppo moderno rispetto alla media tunisina, fanno aprire la borsetta, scartocciare tutto quello che è incartato, addirittura leggono una lettera che la ragazza custodisce in borsa; non convinti la fanno scendere per ulteriori controlli poi risale e si riparte dopo circa venti minuti.
Il panorama fino a Gafsa è semidesertico con ciuffi d'erba qua e là; di tanto in tanto si incontrano grossi greggi di capre controllati da donne vestite con lunghe tuniche arancioni. Le casette di piccoli villaggi sono costruiti con foglie di palma intrecciata come i recinti frangisabbia; nelle vicinanze asinelli che pascolano e, più raramente, qualche cammello.
Da quel poco che si è visto dal pullman, Gafsa sembra una città ricca; impressione confermata dai viaggiatori saliti qui, tutti ben vestiti. Da Gafsa, a Kairouan il paesaggio è simile al precedente, solo che è più collinare. Per evitare l'erosione del terreno, provocata dall'acqua piovana, stanno creando tante piccole terrazze in modo che l'acqua non corre a valle portandosi dietro tutto il terreno; sul ciglio di questi terrazzi stanno piantando i fichi d'India. Grossi filari di fichi d'India li stanno piantando anche nelle zone pianeggianti per difendere il territorio, in questo caso, dall’erosione del vento. E’ un lavoro iniziato già da qualche anno perché a zone in cui le piante sono alte una trentina di centimetri si alternano altre in cui le singole foglie piantate hanno i primi germogli; di tanto in tanto si notano cumuli di foglie di fichi d'India pronte per essere messe a dimora. Sono chilometri e chilometri in cui il paesaggio tra, una decina di anni, sarà completamente cambiato.
A Kairouan tante costruzioni nuove, molti alberi, tanta gente per le strade. Subito dopo Kairouan, sulla sinistra senso marcia, c’è una grossa palude con diverse qualità di uccelli acquatici tra cui spiccano i bellissimi aironi. Passata la palude i tratti di terreno coltivato si intensificano sempre più; campi di grano già pronto per la mietitura alternati a grosse distese di ulivi e qualche piantagione di melograno.
Dopo Enfidaville il pullman si ferma in una grossa piazzola con bar, ristoranti, fruttivendoli per consentire una mezza ora di riposo e ristoro; sono le 13:20. L'ultima ora di viaggio fino a Tunisi mostra un paesaggio stupendamente rigoglioso, tanto che in alcuni scorci sembra di rivedere la Toscana con i suoi uliveti alternati ai vigneti ben curati e ai campi di grano maturo. All'altezza di Hammamet, alle colture già descritte, si sono aggiunti gli agrumeti in cui spiccano i limoni.
Sono le 15:00, siamo a Tunisi; l’impatto é brusco. Stamattina eravamo in un palmeto, ora stiamo in una grande città; stamattina ci siamo svegliati tra i Berberi vestiti con i loro costumi tradizionali, ora siamo tra anonimi vestiti come noi; stamattina abbiamo attraversato la strada trafficata da somarelli, 404 e Motobécane, ora siamo in un ingorgo di auto moderne e tir. Quello che è peggio è che siamo passati dalla diffidente cortesia dei tunisini del sud alla strafottente scortesia della capitale. Alloggiamo al vecchio Salammbò; questa volta stanza con doccia, 14dt in due, anticipati.
Pomeriggio dedicato alla visita di Cartagine e Sidi Bou Said. Il capolinea del trenino MTG si trova alla fine di Ave Bourguiba; si paga 0,180dt a testa. Cartagine è bella con i suoi palazzi residenziali; vi abitano i tunisini bene tanto che a ogni angolo c’è la presenza di poliziotti in divisa e non. C’è anche la residenza presidenziale, con tanto di guardia d'onore al cancello. Il palazzo presidenziale si affaccia sui resti di Cartagine vecchia di cui è rimasto poco; inoltre alle 17:00 hanno chiuso l'ingresso. A piedi fino a Sidi Bou Said, non è lontano.
E' situata in cima a un promontorio sul mare; in basso un moderno porticciolo turistico e in alto, immerse nel verde, case bianchissime con infissi azzurri adornate da splendide bougainville fiorite formano il paesino. E’ difficile immaginarlo come un vecchio e povero villaggio di pescatori visto che di poveri devono essercene davvero pochi a giudicare dal parco macchine dal quale, come a Cartagine, sono escluse le piccole e medie cilindrate. Ci sono degli scorci panoramici stupendi; da l'impressione di essere in un angolo di Capri.
Tornati a Tunisi, mangiamo al solito ristorante; in quindici giorni sono cambiati sia i camerieri che la disposizione interna dei tavoli. Insalata tunisina, agnello e vino ci sono costati 18dt in due. Comprato un narghilè a 30dt, speriamo che funzioni.