La Habana
18 novembre 1993, giovedì
L'albergo è il Triton, aria condizionata, telefono, terrazza, 22 piani, bagno in camera con l'acqua che prima di defluire nelle fogne staziona lungamente sul pavimento; si nota che sono molti anni suppellettili e altro vengono riparate alla meglio e non sostituite.
La luce è molto fioca e la notte è passata quasi insonne per via della radio che è a volume quasi zero ma non è spenta; è sintonizzata su Radio Reloj che è forse l'unica radio al mondo che trasmette il segnale orario ogni minuto per cui ogni minuto si sentiva un ti… ti... Quando ho capito la fonte era già ora di colazione.
La colazione é servita tra le 7.00 e le 10.00 ed è tipo self service; ci sono uova strapazzados con prosciutto cotto, dolci , brioche zuccherate e rustici dolci dentro e salati di fuori. Come frutta tutte le qualità di agrumi più ananas; a Cuba tutti i pasti, compreso la colazione, hanno inizio con la frutta. Da bere acqua, aranciata, latte e caffè; quest'ultimo è del tipo… acqua calda, ma ha un buon sapore.
Alle 10.00 si è svolta una specie di riunione tecnica pre maratona con gli organizzatori locali seguita dall’iscrizione alla gara pari a 20 dollari. Questa riunione si è svolta nell'albergo gemello Neptuno, accanto al Tritone, nel quale ci trasferiremo questa sera.
Qui negli alberghi, all'arrivo, insieme alla chiave viene consegnata la Tarjeta de Huésped, un cartoncino con il nome dell'albergo, dell'ospite, della camera e della data di arrivo e partenza; oltre a servire per usufruire dei servizi dell'albergo e a girare liberamente nella struttura costituisce un vero e proprio permesso di soggiorno e come tale sostituisce il passaporto.
Nel pomeriggio giro della città in pullman con Delfina, che è la nostra accompagnatrice; parla talmente bene l'italiano che… capiamo meglio lo spagnolo che la sua traduzione. C’è anche un responsabile della maratona che ci ha illustrato il percorso indicandoci tutti i punti ristoro e… punti medici.
La temperatura aumenta subito la mattina e tutti quelli che hanno provato a fare una sgambatura sono tornati stravolti. Gli organizzatori della gara, onde evitare che gli atleti soffrano più del dovuto il caldo, hanno imposto un tempo limite finale relativamente basso, 5 ore, e a questo sono collegati una serie di tempi limite parziali; chi sfora viene fatto ritirare. Ci hanno assicurato che l'assistenza medica alla gara sarà massiccia e… gratuita
Durante il giro della città siamo entrati nel famoso bar ristorante frequentato a suo tempo da Ernest Hemingway, la Bodeguita del Medio, e bevuto l'altrettanto famoso cocktail Mojito che è un misto di acqua, rum, mentuccia e ghiaccio; 3 dollari.
Breve tratto fatto a piedi nella città vecchia; a un certo punto ognuno di noi aveva il suo accompagnatore locale che chiedeva o offriva qualcosa. Ho cambiato un dollaro per cinquanta pesos senza andare oltre nella contrattazione; al cambio ufficiale c'è parità tra la moneta cubana e quella statunitense ma che questa parità sia fasulla è dimostrato dal cambio nero dove per un dollaro in questo periodo danno circa 80 pesos. Dopo cena assistito allo spettacolo del Tropicana; il locale è all'aperto e lo spettacolo è un musical molto bello stile anni cinquanta, con cantanti melodici, coro, orchestra, ballerini e ballerine. Queste ultime hanno costumi bellissimi, scintillanti con cappelli molto fantasiosi; dura più di due ore e ogni canzone o balletto è legato a quello che lo precede e a quello che lo segue per cui non si ha un attimo di respiro. E' una carrellata su tutti i generi e ritmi partendo dall'afro fino alla salsa e cha cha cha degli anni cinquanta. Il numero dei partecipanti allo spettacolo è altissimo; tra orchestrali, costumisti, cantanti, ballerini, elettricisti e altri ci saranno circa duecento persone. Il costo per assistere allo spettacolo è di 55 dollari a persona che non sono pochi ma neanche tanti visto il periodo especial che sta vivendo questo paese; buona parte di questi dollari servono a rimpinguare le casse dello stato. Cantanti, ballerini, elettricisti e gli altri sono considerati tutti statali percependo tutti lo stesso stipendio non alto.
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La Habana
20 novembre 1993, sabato
Oggi sono in programma due spaghettate; una a mezzogiorno al Kid Chocolate offerta dagli organizzatori della maratona e l'altra, questa sera, in albergo cucinata da noi.
La prima si risolve in una grande delusione; nessuno pretendeva chissà che coca ma spaghetti così non li ho mai mangiati. Sembrano gnocchi a forma di spaghetti che quando vengono rivoltati insieme a salsa e formaggio diventano una poltiglia; quasi nessuno li mangia, pochi li assaggiano.
La seconda è decisamente migliore; abbiamo degli ospiti tra cui il mitico Alberto Juantorena e alcuni personaggi dell'ambasciata italiani a Cuba. Il grande campione olimpico, ora ministro dello sport, è stato presente anche questa mattina concedendosi ad autografi e foto ricordo.
Tra le due spaghettate fatto un giro per il centro dell'Avana vecchia tra la Cattedrale e la Piazza d'Armi e sulla Rambla, il Paseo del Prado e le strade adiacenti dove sono raggruppati i migliori alberghi, ristoranti, negozi ecc.
Durante questa passeggiata, mentre sto sul lungomare, mi si è avvicinata una ragazza con in braccio un bambino. L'avevo già notata prima; inizia a parlare velocemente in spagnolo, le faccio capire che sono italiano cosi ricomincia daccapo più lentamente ma sempre in spagnolo. Riesco a capire che lei e il padre del bambino che ha in braccio, meno di un anno, sono stati collaboratori di un giornale, diario, clandestino e che lui l'hanno fatto sparire e le autorità locali non le fanno sapere ne se è vivo ne dove è imprigionato. Ho ascoltato questo racconto a cuor leggero perché convinto si trattasse del solito sistema per impietosire per poi chiedere denaro e ci sono rimasto malissimo quando la ragazza, che durante il racconto piangeva con grossi lacrimoni, è scappata via di corsa inseguita da un poliziotto comparso improvvisamente alle mie spalle.
Assistito a un litigio in piena regola all'inizio della Rambla con i classici due contendenti e il gruppo di pacieri con estrazione finale di pistola da parte di uno e fuga dell’altro.
A giudicare da quello che si vede in giro lo sport nazionale sembra essere senza ombra di dubbio il baseball; una grande quantità di ragazzi gioca per strada o sui prati a questo sport o solo passeggiano portandosi dietro una mazza o un guanto tipico di questa disciplina. A ruota seguono pallacanestro e ciclismo; dato il costo delle bici il ciclismo è forse uno sport di elite. Questi sport sono praticati all'aperto e quindi risaltano maggiormente ma sicuramente nelle palestre si praticano le altre discipline di cui Cuba vanta innumerevoli titoli olimpici e mondiali.
Addentrandoci nella parte vecchia della capitale si incontrano molti ragazzi che sfrecciano per le strade con un misto di carroccio skateboard autocostruito di legno con i classici cuscinetti a sfera come ruote e sellino e manubrio simil motocicletta.
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