Puerto Natales
18 febbraio 2010, giovedì
Questa mattina si è rotto l’incantesimo; erano ormai diversi giorni che il freddo e ventoso clima patagonico, l’incubo di tutti i viaggiatori, avevano lasciato il posto a splendide giornate di sole senza vento. Oggi è nuvoloso, con pioggerellina senza vento.
Prima tappa nella zona nord del parco. Ai margini dello stesso, ci fermiamo alla Laguna Azul; non è grande, c’è una leggera pioggerellina e due fenicotteri rosa che appena ci siamo avvicinati si sono levati in volo. Dopo essere ripartiti col minibus ci fermiamo a fotografare un gruppo di guanaco; c’è una mamma accovacciata e due giovani puledrini curiosi che appena ci hanno visto hanno fatto qualche passo verso di noi poi, quando la madre si è rialzata si sono fermati e poi con lei si sono tenuti, senza scappare, a distanza di sicurezza. Un altro, più isolato, ipnotizzato e disorientato dai versi che gli facevo si è fatto avvicinare di più.
La Cascada Paine sul fiume omonimo non è alta ma ha un suo fascino visto che è divisa in due da uno scoglio enorme reso liscio dall’acqua che lo erode nei momenti di piena. Entriamo ufficialmente nel parco dal varco della Laguna Amarga dove ieri abbiamo fatto il biglietto valido 3 giorni e che oggi non ci hanno controllato; proseguiamo verso sud ovest sullo sterrato delle vie interne al parco fino a trovarci tra il Lago Sarmiento a sinistra e il Lago Nordenskjöld a destra.
Ci fermiamo a un punto d’osservazione su quest’ultimo lago che è abbastanza grande ma
quello che si sarebbe dovuto vedere da questo mirador non è il lago, che per quanto possa essere bello resta sempre un lago, ma le Torri del Paine che oggi sono ben nascoste dietro le nuvole. Possiamo solo immaginarle mentre si riflettono su queste acque color pastello…
Il livello dell’acqua di questo lago è più alto del vicino Lago Pehoè in cui confluisce generando una cascata chiamata Salto Grande; non è altissima ma la massa d’acqua imponente genera un enorme frastuono e una grande nuvola d’acqua nebulizzata che rende il tutto molto spettacolare.
Di qui si parte per un breve trek verso il Mirador Nordenskjöld. Anche se le montagne che ci circondano sono dietro le nuvole questa breve passeggiata priva di difficoltà ha un fascino tutto particolare che appaga sia la vista che l’olfatto; la leggera pioggerellina, che tra l’altro ora non c’è, ha contribuito a liberare nell’aria i vari profumi dell’erba, degli arbusti, dei tantissimi fiori e questo rende piacevolissimo camminare.
Costeggiamo la parte sud orientale del Lago Nordenskjöld ricca di isolette che si specchiano magnificamente nell’acqua ferma di questa giornata con vento nullo; il cielo coperto ha ammorbidito i colori così possiamo apprezzare le varie tonalità di verde dell’erba e dei cespugli di diversa natura che coprono ogni centimetro quadrato di questa terra nera di chiara origine vulcanica.
Come se non bastasse quasi tutte le piante sono in fiore, fiori per lo più gialli, piccoli ma tantissimi che rendono ancora più belli e vari i colori che ci
circondano. Saltuariamente in cielo si aprono degli squarci tra le nuvole che lasciano intravedere pezzi di montagna parzialmente innevati e questo aggiunge al tutto un pizzico di misticismo… manca solo di veder apparire la Madonna…
C’è una piccola spiaggia con tanti tronchi di legno secco che ci ha fatto ricordare Marina di Alberese se non fosse per le ridotte dimensioni e per la rena nera.
Siamo in cima al mirador; il cielo alla nostra sinistra è nero mentre alla nostra destra è quasi aperto e si intravede il fronte di un ghiacciaio. Si sentono tuoni lunghi e prolungati; si formano due scuole di pensiero di cui una è a favore della voce del ghiacciaio e l’altra è a favore della voce del… temporale che si avvicina. Nel dubbio torniamo a passo svelto al minibus.
Verso sud costeggiamo il Lago Pehoè prima e il Rio Paine poi e, dopo averlo attraversato su un vecchio ponte in via di sostituzione, la strada continua accanto al Lago Toro per un po’ prima di risalire verso la parte meridionale del Lago Grey.
Partiamo per una breve passeggiata; si passa subito sul ponte sul Rio Grey che raccoglie le acque del lago. E’ il classico ponte sospeso ma abbastanza lungo, tanto che quando sei al centro le vibrazioni sono tali che a stento riesci a stare in piedi; è consentito il passaggio a sei persone massimo per volta. Dopo un centinaio di
metri nella boscaglia di alberi d’alto fusto si finisce sulla sterminata spiaggia lasciata libera dalle acque in questo periodo di magra; vicino la riva ci sono alcuni iceberg, poca cosa rispetto a quanto visto giorni addietro ma sempre belli da vedere. Di fronte a noi si vede il fronte del ghiacciaio Grey. C’è un piccolo battello rosso che fa servizio dalla spiaggia al ghiacciaio; in questo periodo di magra buona parte del molo è sulla spiaggia così le persone vengono trasbordate su un gommone che il battello si porta attaccato a poppa.
Serata in pizzeria; ottima la pizza e le dos pallas di gelato fatto in casa al gusto di crema di vaniglia e fragola. Quest’ultimo fatto proprio con le fragole; un po’ grezzo ma buono. Nel nostro Hotel Beliamo c’è il collegamento internet compreso; ne approfittiamo ma abbiamo grosse difficoltà con la tastiera. La chiocciola si ottiene con Alt64 ma per ora scriviamo senza punteggiatura e simboli vari perché questi non vengono fuori con nessuna combinazione di tasti.