Kathmandu

19 novembre 1992, giovedì

Di buon mattino andiamo in taxi fino a Bhaktapur, 160Rp; é a circa 20km dalla capitale. Il paese è costruito su di una collina, é di epoca medievale. Al centro un tempio-pagoda di cinque piani con vicino alcune edicole e una grande piazza su cui si affacciano altri splenditi edifici. Questa piazza non si può godere nella sua veste originale perché stanno girando un film e alcune belle facciate non sono altro che ricostruzioni sceniche. I vicoli che danno sulla piazza sono affollati di comparse con costumi d’epoca; il regista è Bertolucci.

Bhaktapur - Essiccazione sterco

Architettonicamente questo paesino è bellissimo ma quello che lo rende straordinario, in questo periodo, è il riso steso ad asciugare al sole sulle strade. Viene continuamente rimescolato da donne esperte; è spettacolare. Ritornati alla capitale sempre in taxi per 150Rp.

Mangiato in un ristorante in Thamel Rd; buono il sikarni, macedonia di frutta con yogurt. Kathmandu di trova a 1300mt circa di altitudine in una valle circondata da grandi montagne; le conseguenze dell’altitudine si notano al calar del sole, quando la temperatura scende di colpo e bisogna passare dalla semplice maglietta di cotone a mezze maniche al maglione di lana più giacca a vento.

Bhaktapur - Città... granaio

Anche qui, come a Varanasi, ci sono degli ottimi sarti; cuciono soprattutto gilet e giacconi con le loro stoffe tradizionali. Su magliette di cotone o camicie ricamano disegni e scritte in poco tempo. Se si comprano pietre semipreziose a buon mercato a Jaipur qui è facile rivenderle a prezzo maggiore. Sono bravi e veloci nelle montature delle pietre; é possibile ottenere delle montature belle e originali presentando un disegno o spiegando più o meno quello che si vuole.

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Kathmandu

20 novembre 1992, venerdì

In albergo io e Azelio chiediamo di fare colazione con toast, burro e marmellata; a me portano toast al burro e ad Azelio alla marmellata…!
Motorickshaw fino al Swaymbhunat Stupa, meglio conosciuto come tempio delle Scimmie per il gran numero di queste sia sulla collina su cui é costruito il tempio sia nel tempio stesso. Col motorickshaw si arriva ai piedi della collina, 40Rp, e da qui salendo un grandissimo numero di scalini si arriva al complesso che nel suo insieme é degno di visita.

C’è uno stupa molto grande, con quattro paia di occhi disegnati in cima che guardano in tutte le direzioni, un paio di templi, un edificio adibito a monastero e tanti piccoli stupa.

Lo stupa è un monumento tipicamente buddhista che in origine conteneva le reliquie sacre di Buddha, l'Illuminato; con il passare del tempo è diventato un oggetto di venerazione contenente sia reliquie di grandi maestri che oggetti sacri come libri e altro.

Kathmandu - Swaymbhunat Stupa

Per la verità più che tempio delle scimmie sembra il tempio dei cani. Le scimmie comunque arrivano in massa proprio mentre stiamo per andare via, sono tantissime e in un attimo saltando e gridando invadono tutta l'area del tempio ed entrano in competizione con i cani per accaparrarsi parte delle offerte in cibo che i devoti portano fin quassù.

Con un altro motorickshaw si raggiunge il Boudhanath Stupa che é lo stupa più grande del mondo; tre basi quadrate concentriche degradanti verso l'alto poi l'enorme cupolone bianco con sopra la punta dello stupa con su gli occhi disegnati ai quattro lati.

Dalla punta alta dello stupa, come in quello delle scimmie, si dipartono tanti fili ai quali sono attaccate quelle che sembrano tante bandierine colorate e che invece sono tanti ex voto; ognuno ha su scritto la storia del voto.

Al GPO, General Post Office, al centro della capitale al primo piano c’è l'addetto ai francobolli da collezione. Non ci sono serie complete ma tanti fogli da cui scegliere singoli pezzi; è aperto la mattina.

In India si telefona nei locali STD/ISD/PCO colorati di giallo e nero dove un display indica in tempo reale quanto spendi man mano che passa il tempo della conversazione; circa 60Rp al minuto. Qui si telefona in anonime agenzie; la tariffa è di 195Rp al minuto con arrotondamento al minuto successivo anche per pochi secondi. La cosa divertente è che al posto del display c’è una ragazza col cronometro che ti tiene informato sul tempo di conversazione trascorso.

Kathmandu é sembrata subito più pulita della media indiana; oggi si è scoperto che il 1992 è stato dichiarato l'anno della capitale pulita. Speriamo che si continui su questa strada.

Ad ogni incrocio c’è un militare di leva che svolge parte del servizio militare come vigile urbano; prima di capirlo, però, abbiamo chiesto loro decine di informazioni ricevendo sempre la sensazione che non sapessero rispondere fino a che uno di loro ci ha detto chiaramente di non essere del posto perché militare.

Kathmandu - Boudhanath Stupa

Tutti quelli che guidano vespe e motociclette hanno il casco, quelli che vanno dietro no. Motorickshaw e taxi hanno tutti il tassametro efficiente, contrariamente che in India, ma occorre contrattare ugualmente il prezzo prima di partire; il tassametro viene avviato poco prima d’arrivare alla meta. Taxi fino all'albergo dove prendiamo i bagagli e poi all’aeroporto per 150Rp.

Il fabbricato dell’aeroporto si presenta da lontano come una serie di scalini illuminati; l’interno è sobrio e funzionale. La tassa d'imbarco, 500Rp, si paga all'atto del check-in. Il volo è l'IC 748 che parte alle 20:40; l'ora ufficiale nepalese differisce di circa 20min da quella indiana, in avanti. Il duty-free è uno dei più sprovvisti visti finora; solo poche bottiglie di liquore e stecche di sigarette da pagare rigorosamente in dollari. La sala d'attesa è scarsamente illuminata.

All'aereo si va a piedi, é un Airbus A320. Caratteristico il sistema per uscire dal catino di Kathmandu; per alzarsi in quota e superare le montagne che circondano la città l'aereo sale su a spirale finché non raggiunge l'altezza necessaria.

Il tempo di mangiare un fugace piatto indiano che siamo già a Calcutta. Solita trafila tra compilazione di moduli ecc. Pensavamo di trovare una bolgia umana già all’uscita dell’aeroporto, invece c’è solo qualche tassinaro nemmeno tanto intraprendente; ne prendiamo uno insieme a due ragazze americane che vanno in un dormitorio vicino al nostro albergo. Lindsay Hotel, 100Rp in quattro; il viaggio dura circa mezza ora con un vecchio Ambassador.

All'arrivo una sorpresa per tutti e quattro: il loro dormitorio è pieno mentre il nostro albergo non c’è più. E’ regolarmente segnalato con una insegna illuminata all'ingresso del palazzo, ma dopo sei piani a piedi, perché l'ascensore non funziona, troviamo la porta barrata da legni inchiodati.

Andiamo tutti al Gujaral Lodge sempre in Lindsay Street; 120Rp la camera doppia, senza finestra, con bagno unico fuori, senza acqua calda e con un topolino che scorrazza liberamente nella nostra stanza. A questa ora non è il caso di pretendere di più.

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Belahiya

17 novembre 1992, martedì

Bandiera e innoCi svegliano alle 6:00 quando la partenza é prevista alle 8:30; colazione in loco. Per il visto occorre una foto e 20 dollari; se non si ha la foto chiudono un occhio per 30Rp indiane.

Arriva il bus e subito veniamo aggrediti da una banda di ragazzini che ci rapiscono le borse, le caricano sul tetto del bus e poi, con aria minacciosa, ci chiedono soldi; qualcuno di noi cede ma quello che ha preso la mia borsa, con aria minacciosa è arrivato e con la stessa aria se ne é andato senza una rupia.

A giudicare dal numero di nepalesi a bordo, questo bus, migliore dell’altro, è sicuramente di linea e non strettamente riservato a noi come ieri. A conferma di ciò, mentre gli altri pagano il biglietto al bigliettaio, a noi viene chiesto il biglietto rilasciatoci in partenza a Varanasi. Tra i compagni di viaggio ci sono tre vicentini che resteranno in India a oltranza finché non finiranno i soldi, uno di Siena, un australiano di origine calabrese che afferma convinto che l'America é in Italia, quattro francesine, due ragazze inglesi e due norvegesi.

Kathmandu - Auto... trasportatori

Il bus, fermata dopo fermata, si riempie sempre di più e gli… odori si accavallano passando dal muschio-licheno al caprino-bufalino; fa caldo, così alla fermata per il lunch decidiamo di salire sul tetto tra i bagagli. La scelta è stata felice perché appena partiti si comincia a salire in uno scenario inimmaginabile. Si costeggia un fiume che nei secoli si è scavato una valle tra i monti; saliamo e a tratti scendiamo senza mai perderlo di vista con alte montagne ai nostri lati. Tra questi monti vicini ma non molto alti, sui 3000mt, di tanto in tanto si intravedono delle cime innevate, altissime ma lontane.

Anche qui l'uomo ha sfidato la natura creandosi dei campi da coltivare, trasformando i pendii di questi monti in splenditi terrazzi coltivati a riso.

Dal tettuccio siamo tutti incantati, estasiati nel mirare il meraviglioso paesaggio; il fiume a tratti scende lento e sornione e a tratti si restringe diventando impetuoso con vorticose rapide. Numerosi gli occidentali che a bordo di gommoni discendono il fiume facendo rafting.

Villaggi e case isolate sparse sul versante del fiume opposto alla strada sono collegate a questa da ponti nepalesi e teleferiche a mano.

Kathmandu - Cuoco... acrobata

Il fiume deve essere molto pescoso; ci sono tanti pescatori e nei punti di sosta lungo la strada vendono tanto pesce, sia fresco che affumicato.

Finché il sole è alto, sul tetto si sta magnificamente; ma appena ha cominciato a calare la strada é piombata nell'ombra. Più si va avanti più fa freddo. Avendo gli zaini a portata di mano infoltiamo l’abbigliamento ma… non basta.

Un quarto d'ora prima di arrivare a destino è salito un branco di procacciatori d'albergo che in breve tempo hanno mostrato tutto il loro campionario di biglietti da visita. Si va al Kathmandu Tourist Bungalow, 7 dollari per una stanza a tre letti, pulito ma senza bagno in camera.

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Kathmandu

18 novembre 1992, mercoledì

Si nota subito una netta differenza tra India e Nepal, una differenza però contraria a quella che mi immaginavo. Il Nepal, o almeno Kathmandu, é molto più occidentalizzata, strade pulite, persone non vestite con abiti tradizionali, poche auto ma di diverse qualità; i tratti somatici sono completamente differenti, tendono più all'orientale.

I negozianti non sono molto mattinieri, come gli uffici pubblici del resto; al Nepal Rastra Bank cambiate 40 sterline per 2789,60Rp meno l’1% di commissione. Il dollaro lo cambiano a 46,08Rp. Allo sportello sono molto veloci ed efficienti e i soldi sono giusti contrariamente all'esperienza dello sportello dell’aeroporto di Delhi.

Kathmandu - Tra lavaggi e abluzioni

Quelli che sembrano essere le guardie giurate nepalesi sono molto caratteristici; impettiti, aria severa, divisa grigia a righe chiare, armati con fucili che risalgono almeno alla prima guerra mondiale, presidiano l'ingresso delle banche. Su un tavolino i clienti depongono le loro armi prima di entrare; solo coltelli, ma tanti. Questi coltelli fanno parte del costume o… servono a difendersi?

Nella zona del Kathmandu Durbar Square c’è un Tourist Information Centre. Il Durbar Square è una grande piazza intorno alla quale sorgono molti templi e palazzi; belli il tempio di Narayan, il tempio di Shiva e Parvati e il Palazzo del Museo del Re. Comunque a parte la bellezza dei singoli edifici, sacri e non, è l’insieme che è degno di nota.

Tutto intorno c’è una miriade di banchetti dove vendono souvenir per turisti; ci sono molti oggetti vecchi di buon valore e poco prezzo. Al mercato nero cambiano il dollaro a 50Rp; i biglietti da 100$ a 51Rp.

Pomeriggio in motorickshaw fino al Pashupatinath Temple. E' un insieme di templi grandi e piccoli. Un grosso elefante dorato è rivolto verso il tempio più grande dove è vietato l’ingresso ai non indù e da dove arriva il suono classico della musica devozionale. Tutto il complesso sorge sulle rive del fiume Bagmati. Su entrambe le sponde ci sono i ghat ma dato che il fiume in questo periodo è quasi in secca sono usati solo quelli della riva bagnata dall'acqua.

Lungo questi ghat ci sono quattro parallelepipedi di pietra su cui vengono cremati i morti. Vengono cremati sia gli indù che i buddhisti; a differenza di Varanasi, dove i morti venivano cremati solo se superiori a 15 anni di età, qui il limite è dato dalla crescita dei denti. A Varanasi chi non è cremato è gettato nel fiume con un peso al piede, qui è sotterrato.

Pashupatinath Temple

Il morto viene portato al fiume su di una barella di bambù seguito da parenti e amici, tutti uomini; viene adagiato per terra e iniziano i preparativi. Si costruisce un'altra barella di bambù, quella precedente è portata via dai portantini.

La pira viene costruita meticolosamente tronco su tronco e l'ultimo tronchetto è messo a mo’ di cuscino tanto che il corpo assumerà una posizione inclinata.

Ultimate pira e barella, il corpo denudato e coperto da telo bianco viene messo su quest'ultima; i parenti più stretti gli fanno fare tre giri intorno alla pira e poi ve lo adagiano sopra. La barella viene rismontata e il corpo rimane teso sulla pira con caramelle, fiori, polveri colorate e monete spicciole con cui era stato coperto in precedenza. Scoperta la faccia mettono in bocca al defunto caramelle e banconote.

E’ ora coperto con paglia inumidita nell'acqua del fiume dopodiché i figli danno fuoco alla pira.

Il fuoco ormai é alto; un vecchietto seduto accanto a noi spiega che tra poco l'uomo sulla pira rinascerà in qualche altro angolo della terra. Lui ci dirà quando sarà il momento, ma andrà via un po’ prima perché, dice, non è bello assistere alla rinascita.

Scopriamo così che questo momento coincide con l'inizio della… puzza di carne bruciata! La pira brucerà per tre, quattro ore; nel frattempo i parenti più stretti, se non l'hanno già fatto, si fanno radere il capo a zero tranne un piccolo ciuffo sulla nuca.

Quando ormai sono rimasti solo tizzoni accesi, questi vengono gettati nel fiume dai parenti stretti; con una canna di bambù il grosso, poi con secchiate d'acqua viene pulita la piattaforma su cui è avvenuta la cremazione. I parenti stretti si lavano ora nel fiume compiendo gesti rituali suggeriti da persone più esperte che fungono da cerimonieri; dopo il bagno questi si cambiano d'abito sostituendo i vecchi vestiti che gettano nel fiume con altri bianchi che vengono loro lanciati, senza che ci sia un passaggio diretto.

Mangiato spaghetti alla amatriciana con pasta fatta in casa alla… Bella Napoli di Kathmandu; mangiabili.

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