Antigua
24 aprile 1998, venerdì
Questa città si trova a 1500 mt d'altitudine tra i tre vulcani che sono raffigurati nello stemma del Guatemala. C'è una leggera foschia per cui dei tre vulcani solo Agua è perfettamente visibile, di Fuego si intuisce a malapena la sagoma mentre Acatenango non si vede affatto.
Dalla conquista spagnola a quasi tutto il '700 Antigua fu la capitale dell'America Centrale che andava dal Chapas al Nicaragua compresi. L'importanza del ruolo svolto si rispecchia nella bellezza e ricchezza architettonica della città; dalla sua fondazione a oggi ha dovuto sopportare numerosi terremoti, incendi e inondazioni che l'hanno impoverita gradualmente. Nonostante tutto è tra le più belle città coloniali viste finora.
Le case sono tutte basse con cortile interno, cancellate alle finestre lato strada, molte ancora di legno; classica tinteggiatura coloniale che utilizza tutti i colori possibili e le loro sfumature. Le strade sono larghe e acciottolate, il traffico veicolare è scarso. Il punto d'incontro della città è il Parco Central con fontane, alberi e panchine. Sul parco si affaccia la cattedrale completamente restaurata dopo innumerevoli terremoti che l'avevano completamente distrutta; le splendide decorazioni barocche che arricchivano la facciata di cui parlano le varie guide sono ormai sostituite dall'anonimo intonaco bianco. Bello invece il Palacio de los Capitanes, vecchia sede del governo della vecchia capitale; si affaccia anch'esso sulla piazza con un doppio colonnato.
Ad un paio di quadre dal centro c'è la chiesa de La Merced con una facciata stupendamente stuccata con rilievi bianchi su fondo giallo; purtroppo, come le altre chiese ricostruite dopo i terremoti, l'interno è disadorno. Dei passati cataclismi si vedono oggi solo le rovine di numerose chiese, da queste comunque si risale tranquillamente agli antichi splendori; gli edifici civili sono stati quasi tutti ricostruiti e quelle più importanti e più belle nella zona centrale sono stati trasformati in alberghi, ristoranti o negozi d'artigianato. Comunque è la città nel suo insieme che è bella e tranquilla, ideale per passare alcuni giorni rilassanti.
In mattinata siamo saliti al Mirador, in cima alla collina che sovrasta la città; due poliziotti ci hanno fermato a metà strada avvertendoci che la zona è infestata dai ladrones. Visto che non ci siamo impauriti più di tanto... ci hanno accompagnato fino in cima dove altri poliziotti in divisa presidiano l'area.
Si vede che la città è in una valle, subito circondata dalla foresta che sale fino ai piedi dei vulcani. Peccato che le condizioni atmosferiche non sono buone, senza questa foschia si sarebbe visto un panorama meraviglioso; non resta che immaginarselo.
Nel pomeriggio preso bus dal terminal per San Antonio Aguas Calientes e la vicina Santa Caterina. La strada è tutta sterrata per cui nel breve tragitto, 1qz, ci impolveriamo ben bene visto che porta e finestrini devono rimanere rigorosamente aperti.
Questi due villaggi sono ai piedi del vulcano Agua. Scendiamo vicino allo zòcalo di San Antonio; una chiesetta, alcune bancarelle di tessuti, un chiosco rialzato, un lavatoio in cui alcune donne sono intente a lavare indumenti coloratissimi sfruttando l'acqua corrente e un campo di basket dove una ventina di ragazzi e ragazze di varie età stanno giocando tre partite diverse contemporaneamente.
Le strade di San Antonio sono quasi tutte sterrate; si nota un certo benessere con molte case in via di costruzione, quasi nessuna però finita. I muri di cinta sono fatti quasi esclusivamente con canne di bambù. Le donne sono vestite con abiti tradizionali, il blu è il colore di fondo. Sono molto cordiali.
Attaccata a San Antonio c'è il villaggio di Santa Caterina; è sulla stessa strada ma lo si nota subito sia dal cartello di benvenuto che dalla pavimentazione stradale che sostituisce lo sterrato. Questo villaggio appare più ricco del precedente con tutte le stradine mattonellate fino in campagna e molte più case finite; nello zòcalo vasca con pesci oltre la chiesetta in via di restauro e il campo di basket.
Siamo proprio alle pendici del vulcano. Gli appezzamenti di terreno sono piccoli, forme irregolari dettati dall'orografia della zona, fittamente recintati a proteggere le ricche coltivazioni a orto e caffè rese possibili dalla ricchezza del terreno vulcanico, dalla grande quantità d'acqua disponibile e dal clima caldo umido.
La ricchezza d'acqua del posto la si nota oltre che in campagna, con i tanti irrigatori in funzione, anche in città con i tanti lavatoi pubblici. Nei due villaggi ci sono numerosi laboratori di falegnameria dove si lavora ancora senza l'ausilio delle macchine; la qualità dei prodotti finiti è ottima ma a nessuno viene in mente di comprare... sono casse da morto!!!
Tante donne portano in testa bacinelle con dentro grani di mais in ammollo: vanno in una bottega dove, con una macina d'antiquariato funzionante con rumoroso e fumante motore a scoppio azionata da una ragazzina, i grani di mais vengono trasformati in un impasto pronto per le tortillas.
Ultimo bus per Antigua parte alle 18:00 da San Antonio. Qui dalla chiesa sta uscendo una marea di ragazzi e ragazze tra i dieci e i quindici anni; sono impressionantemente tanti in rapporto alla grandezza, o piccolezza, del villaggio. In Messico una statistica a livello nazionale fissa al 35% del totale la popolazione con meno di quindici anni; qui la percentuale sembra maggiore.
Mangiato in un ristorante italiano; nella media come qualità, molto superiore alla media come prezzo: 70qz a testa.