Antigua
25 aprile 1998, sabato
Scopriamo che in Guatemala i cimiteri non sono tutti coloratissimi come quello di Chichi, infatti in questo di Antigua le tombe e le cappelle sono di un bianco accecante; molto curato, se non fosse per le tombe potrebbe essere scambiato per un bel parco con alberi e panchine. All'ingresso del cimitero c'è una lapide con su scritto:
non lacrime perché seccano
non margherite perché appassiscono
non candele perché si spengono
in vita fratello pane per i tuoi fratelli!
Con uno dei soliti caratteristici bus, dalla centrale vicino al mercato, andiamo a Santa Marìa de Jesùs, 1,5qz. Si sale fino ai 2080 mt della cittadina a una decina di chilometri da Antigua; è ai piedi del vulcano Agua che da qui mostra tutta l'imponenza dei suoi quasi 3766 mt.
Questa cittadina è il punto di partenza per raggiungere la cima del vulcano a piedi; cinque ore circa, consigliano una guida. Il pullman fa capolinea allo zòcalo. Una chiesa, alcune donne sedute per terra vendono frutta vestite con i loro caratteristici vestiti a fondo blu; un paio di macellai completano questo minuscolo mercato.
Lo scoppiettio di mortaretti attira la nostra attenzione: in chiesa c'è un matrimonio. Lui indossa un vestito grigio chiaro con vecchi stivali impolverati, lei il caratteristico costume a fondo blu e velo bianco. Sono inginocchiati davanti all'altare con affianco i testimoni. Sulle panche parenti e amici, gli uomini sulla destra guardando l'altare separati dalle donne che sono sul lato sinistro.
Gli uomini hanno tutti la giacca; dai movimenti goffi e impacciati si capisce chiaramente che non la indossano spesso e le misure non corrispondenti ai fisici che la indossano fanno pensare a giacche prese in prestito per l'occasione. Più bella figura fanno le donne che completano il costume tipico di tutti i giorni con una stola di colore intonato al vestito; in chiesa viene usato come velo in testa e dalla brillantezza dei colori si evince che sono nuove o usate solo per le grandi occasioni.
Una fotocamera compatta è tutto quello che serve al fotografo ufficiale; cerca disperatamente di fotografare gli sposi mentre prendono la comunione ma non ci riesce. Scappa di corsa fuori, si saranno scaricate le batterie(???), torna in tempo per le foto di gruppo fuori dalla chiesa. Il nostro riso che investe gli sposi all'uscita della chiesa qui è sostituito dal fumo di un'incensiera agitata da una donna che con aria annoiata sta aspettando la fine della cerimonia.
Sul sagrato della chiesa la coppia è fatta oggetto di discorsi seriosi da parte di uomini più anziani, forse i genitori. Finite le ultime raccomandazioni si passa ai saluti; le donne fanno gruppo, un gruppo compatto, gli uomini invece sono in ordine sparso. Lo sposo saluta poche persone mentre la sposa con aria dimessa saluta tutti, grandi e piccoli, uomini e donne, con una particolare stretta di... avambraccio; non sono gli ospiti che vanno a salutare la sposa ma è lei che si sposta da una parte all'altra del sagrato cercando le persone non ancora salutate. Un saluto freddo senza scambio di parole o sorrisi.
Finiti i saluti si passa alla parte più comica... per noi: la foto di gruppo! L'impaccio degli sposi e degli invitati è bilanciato dalla comicità dei movimenti del fotografo che si inchina a 90° come se volesse avvicinare l'obiettivo il più possibile al soggetto senza... fare un passo in avanti.
Finora le varie fasi della cerimonia si sono svolte senza manifestazioni di gioia, se non fosse per i vestiti della festa si potrebbe pensare a un funerale. Questa sensazione cresce quando si forma il corteo con il feretro, gli sposi, davanti e tutti gli altri dietro fino al luogo del banchetto. Ormai siamo diventati quasi parenti, ci invitano a seguirli e noi non ci facciamo pregare.
Seguendo il corteo, che silenziosamente alza una nuvola di polvere calpestando lo sterrato del paese, arriviamo al ristorante. E' un cortile dove sono stati posti dei tavoli; per limitare la polvere è stato abbondantemente innaffiato il pavimento e cosparso di aghi di pino. Da quella che dovrebbe essere la cucina esce tanto fumo; ci sono due grossi pentoloni sulla legna che arde ma non si capisce cosa è che bolle in pentola.
Intanto gli sposi sono in una stanza attigua in cui è stato allestito un altarino, sono inginocchiati come tutte le donne che sono riuscite a entrare mentre un tizio fa l'ennesima predica agli sposi. Mi dicono che è una cerimonia altrettanto importante come quella religiosa ma non riesco a capire di più.
Intanto scopriamo che nel ristorante c'è già un'altra coppia di sposi e relativi invitati in attesa di mangiare. Peccato che non abbiamo tempo a sufficienza; si è creato un clima amichevole che ci avrebbe consentito di banchettare tra gli invitati.
La cittadina è grandicella; le strade sono tutte sterrate. C'è un via vai di animali da soma carichi di legna e altro e di donne che trasportano due brocche d'acqua, una in testa e l'altra sulle spalle; le brocche sono di plastica.
Partiamo alle 16:00 per Città del Guatemala da dove partiremo in aereo per Città del Messico. La strada è buona, due corsie per senso di marcia, poco traffico perché è sabato. Il volo è della KLM, collega la capitale guatemalteca con quella messicana prima e quella olandese dopo. 215 dollari a testa che con taxi e tasse aeroportuali sono lievitati a 265.
Le formalità vengono espletate tutte al banco del check-in: si paga i 20 dollari della tassa d'imbarco, c'è il controllo dei passaporti, si compila un modulo per le autorità locali. Prima d'arrivare all'aereo ci sono numerosi controlli ai raggi x del bagaglio a mano e con metal detector alle persone. L'aereo è un Boeing 747.400 nuovissimo, volo KL746, partenza alle 19:25. Ottima la cena a bordo con un'inaspettata tagliatella alla siciliana. L'arrivo previsto alle 22:00 è ritardato di una ventina di minuti perché una delle piste dell'aeroporto di Città del Messico è chiusa per lavori; questo ci permette di ammirare la città dall'alto di notte.
La visibilità è stranamente buona. All'arrivo, dei sanitari in camice bianco ci chiedono da che zona del Guatemala si proviene; Antigua non è pericolosa per la salute: si può proseguire...