Tromsø
20 agosto 2021, venerdì
Sveglia presto al Viching Hotel per raggiungere l'agenzia dell'autonoleggio che per noi aprirà alle otto del mattino. Nella hall troviamo una ragazza italiana che come noi è arrivata ieri a Tromsø dall'Italia via Berlino ma... senza bagaglio. Dovrebbe arrivare stamattina.
Siamo in periferia con qualche casa non in perfetta forma ma, passando, vediamo che il centro non è male. Bella l'architettura moderna della biblioteca; il tetto in sezione si avvicina a una doppia vu, spiovente verso le punte basse delle due vu che continuano fino a terra fungendo da grondaie. Originale e armonico. In una piazza una statua di bronzo raffigura il classico personaggio storico locale alto e snello che contrasta con i nostri sempre bassi e tarchiati.
Il navigatore del taxi ci porta in un piazzale di una zona artigianale in riva al mare, ma dell'ufficio non c'è traccia. Dopo un po' scopriamo che è nello stesso scalcagnato stabile ma dalla parte opposta. Il vichingo… ossia il manager arriva puntuale; look punk alto e robusto, barba bionda a punta, cuffie, mezze maniche per mostrare le braccia tatuate, sigaretta accesa e una lattina in mano che dall'aspetto ho pensato fosse birra e che invece si è rivelata una bevanda energetica.
A dispetto... dell'aspetto è calmo, tono voce basso, professionale. Ci consegna le chiavi di un minivan Volkswagen e una station wagon Toyota molto vissuti. Apre il cofano per cambiare una lampadina e notiamo che non c'è una parte metallica non ossidata; sicuramente è l’effetto del sale che spargono sulle strade. Entrambi i veicoli sono col cambio automatico.
Negli incroci il primo passa; la strada provinciale costeggia i fiordi quasi a pelo d'acqua e spesso riesci a vedere la strada che si percorrerà dopo una decina di chilometri a poche centinaia di metri dall'altra parte della stretta insenatura. Di tanto in tanto qualche ponte ti fa risparmiare qualche chilometro.
Anche se a singola corsia per senso di marcia la carreggiata è sufficientemente ampia. Ci sono molti casotti lungo le rive; alcuni sono abitabili e abitati, bellini, altri di servizio, generalmente color granata e vicino vediamo i telai di legno per l'essiccazione del pesce che purtroppo sono vuoti in questa stagione. In quasi tutti i fiordi ci sono degli allevamenti di pesce, spero salmone, ricoperti da appariscenti reti verdi per difendere il capitale dai gabbiani.
Oltre ai ponti sono numerose le gallerie più o meno lunghe ma tutte grezze; spesso si vede la roccia viva, avvolte, sono intonacate a spruzzo. Illuminazione, segnali e postazioni di sicurezza sono presenti. Curiosi i telefoni di soccorso che in galleria sono dentro le cabine.
Stiamo andando ad Alta, dove abbiamo prenotato un giro in gommone nei dintorni; purtroppo il tempo piovoso non è la premessa migliore. Strada facendo incontriamo il primo gruppo di renne sul ciglio della strada che però quando ci fermiamo si allontanano verso il bosco; una delle renne è eccezionalmente bianca, bellissima.
Il traffico è scarso; di tanto in tanto qualche piccolo scoiattolo dalla grande coda attraversa veloce e furtivo la strada mentre i cartelli di pericolo ci consigliano di stare attenti alle… renne.
La carreggiata è delimitata da una linea bianca continua come da noi mentre la linea di mezzeria è gialla che da noi sta per provvisorio. La nostra linea continua di mezzeria qui è tratteggiata, un tratteggio più lungo che lo differenzia dalla classica linea tratteggiata.
C'è un senso unico alternato non esageratamente lungo; per proteggere mezzi e persone al lavoro c'è una safety car che guida la colonna di auto a bassa velocità alternandosi nei due versi.
Qualche chilometro prima di Alta, ci fermiamo presso un molo del Jøkelfjord dove l’agenzia Synatur organizza escursioni verso l’Øksfjord Glacier che però è più conosciuto col nome del fiordo ossia Jøkelfjord Glacier. Il giro è molto gettonato; c'è da aspettare un po'. Nell'attesa facciamo un giro sulla spiaggia pietrosa e notiamo la presenza di numerose meduse spiaggiate o che sono rimaste imprigionate dal ritiro delle acque della marea; alcune sono di enormi dimensioni. Sul molo ci sono due casettine di legno a pianta ottagonale di cui una è usata per la lavorazione del pesce e si riconosce a… naso e la seconda, alla punta del molo, utilizzata per barbecue al chiuso con il piano cottura al centro e le sedute tutto intorno; simpatica soluzione.
Iniziamo a indossare non senza difficoltà la goffa ma calda tuta giallo nera che ci trasforma in giganti api maie. L’escursione è effettuata con un potente gommone di ultima generazione, quelli a carena rigida, i RIB: Rigid Inflatable Boat.
Ci dirigiamo verso la chiusura del fiordo, dove nella sella tra due cime a circa mille metri sul livello del mare fa capolino il fronte del ghiacciaio. Quello che vediamo è una piccolissima parte dei quarantadue chilometri quadrati di estensione; non è il più grande della Norvegia ma è l’unico che ha uno sbocco verso il mare. Nonostante la giornata grigia si notano le caratteristiche venature azzurrine del ghiaccio; dal fronte sorge un torrente che scendendo giù lungo la parete rocciosa genera una bella cascata che completa il quadretto. Se il cielo fosse stato sereno, ci sarebbe stato un bel contrasto col cielo azzurro, ma c'è poca luce.
Non lontano dal molo, a Jiepmaluokta, ci sono i graffiti rupestri di Alta; c'è un piccolo museo coperto e un grande parco museale a cielo aperto. E’ l’unico sito archeologico norvegese inserito nel Patrimonio Culturale dell’UNESCO. Arriviamo quasi all'ora di chiusura per cui visitiamo velocemente l'interno e usciamo a percorrere il sentiero che porta ai vari punti dove ci sono le incisioni rupestri; le più antiche sono databili attorno al 4200 a.C., mentre le più recenti sono del 500 a.C..
All’epoca la costa era popolata dai Komsa e dai Sami, i Lapponi di oggi, che occupavano le terre che via via si liberavano dalla morsa del gelo post glaciazione, ma non ci sono dati certi per attribuire le incisioni agli uni o agli altri. Un excursus di circa 5000 anni che testimoniano numerosi cambi culturali, tra cui il controllo delle mandrie di renne, il passaggio agli utensili di metallo, la costruzione di barche e le tecniche di pesca. Molte immagini mostrano scene mondane e simboli religiosi.
Curioso che la penisola scandinava dall’ultima glaciazione a oggi si sta rialzando dal mare a un ritmo di circa un centimetro l’anno, all’inizio anche di più, per cui molte incisioni che oggi vediamo a un centinaio di metri dalla costa allora furono fatte in riva al mare.
Al supermercato tra alimenti e accessori per casa ampio spazio è dedicato agli articoli per la pesca e un corridoio è interamente riservato ai lavori a maglia con un'ampia scelta di colorati gomitoli di lana, uncinetti, ferri, aghi e tutto il necessario.