Tromsø

29 agosto 2021, domenica

3214Sono le otto di mattina e le strade per l'aeroporto sono desolatamente deserte. Parcheggiamo le auto nel punto stabilito nel parcheggio coperto e mentre mettiamo le chiavi sulla gomma anteriore destra, arriva il vichingo con il suo furgone scalcagnato come le auto che ci ha noleggiato.
Il Tromsø Lufthavn Langnes non è grande e i pochi passeggeri sono in fila ai pochi banchi dei check-in. Al nostro troviamo la stessa ragazza che ieri era al desk delle informazioni e ci riconferma che i bagagli arriveranno direttamente in Italia; non ci convince come ieri ma… speriamo che non si sbagli.
La vita in Norvegia costa cara ma 14 euro per due bottigliette d'acqua, un caffè e un cappuccino mi sembrano ugualmente un'esagerazione. C'è una quiet zone e ne usufruisco per compilare il dPLF, Digital Passenger Locator Form, il modulo d'ingresso per l'Italia; dopo la registrazione c'è da segnare tutti i voli e tutti i posti a sedere in ognuno di questi. Dopo l'invio arriva una mail di conferma.
Il nostro è il volo SK 4411 della SAS con partenza alle 11,05. L'aereo è un Airbus A320neo fortunatamente non pieno così che il peso massimo che c’è capitato accanto l'hanno potuto spostare tre file più avanti.
Dall’alto il ponte che unisce l’isola con Tromsø alla terraferma conferma la sua maestosità; la città è in espansione con nuovi condomini che affiancano le tradizionali casette monofamiliari. Il personale di bordo della SAS è un po’ attempato sia in versione maschile sia femminile.
Le zone che sorvoliamo sono prevalentemente montagnose; una mi colpisce perché spicca un piccolo ghiacciaio il cui fronte si affaccia su di un laghetto dalle acque color grigio. Le sue acque s’incanalano per confluire prima in un lago più grande dal colore blu scuro per finire poi in un lago ancora più grande di colore azzurrino.
3276Più si scende verso Oslo più le nuvole che coprivano completamente Tromsø si stanno diradando e vengono alla luce tantissimi laghetti color blu notte intrappolati dalle montagne. Arriviamo all’aeroporto Gardermoen di Oslo in leggero anticipo; i bagagli per nostra fortuna realmente transitano e noi non subiamo un altro controllo per cui possiamo imbarcarci tranquillamente sul volo per Copenaghen nonostante la stretta coincidenza. Speriamo solo che anche i nostri bagagli si siano imbarcati tranquillamente come noi.
L’aeroporto è grandicello con un’estesa zona Dury Free ma non abbiamo il tempo materiale per gustarcelo; l’SK 1469 delle 13.45 è il nostro volo per Copenaghen. L’Airbus A320 è pieno e abbiamo giusto il tempo di sgranocchiare uno snack con caffè che atterriamo al Kastrup Airport; abbiamo un paio d'ore prima del volo per Roma e lo passiamo bighellonando tra gli shop, mangiando e bevendo qualcosa.
L’SK 691 delle 17.20 ci riporterà in Italia; l’Airbus A320 non è completamente pieno. Due delle tre piste sono parallele e oggi sono usate una per le partenze e una per gli arrivi.
Appena partiti viriamo proprio sopra il Ponte di Øresund e questo ci offre una perfetta visione sul ponte strallato più lungo d’Europa; è un tratto stradale e ferroviario che collega la capitale danese, Copenaghen, con la città svedese di Malmö. Le due città sono collegate tramite il ponte e un tunnel sottomarino che si congiungono su un’isola artificiale appositamente creata.
Nella parte sospesa i binari corrono sotto la strada mentre nella parte sottomarina i tunnel sono quattro in parallelo più uno di servizio-soccorso. La tratta è lunga poco meno di sedici chilometri di cui la parte sospesa è circa la metà; di questa la parte strallata interessa la luce maggiore lunga 490 metri e alta 203. Il tunnel termina nei pressi dall’aeroporto danese.
2808E’ uno spettacolo architettonico unico e a rendere la visione dinamica ci pensano due navi cargo che si stanno incrociando nello stretto al momento del nostro sorvolo, uno che naviga sopra il tunnel e l’altra che passerà a breve sotto il ponte. Rotta interna passando per il Lago Trasimeno fino a Pratica di Mare dove facendo perno sul piccolo aeroporto abbiamo invertito la rotta per atterrare sulla pista di Fiumicino più vicina e parallela al mare provenendo da sud.
Dopo l’esperienza dell’andata dei bagagli a Oslo è da ieri che chiediamo a tutti gli addetti e tutti ci hanno assicurato che i bagagli sarebbero arrivati direttamente a Roma; nessuno ci ha completamente convinto e se anche fosse stato vero, c’è stato nel mezzo la coincidenza stretta di Oslo, dove noi abbiamo dovuto letteralmente correre per prendere il volo per Copenaghen e penso che anche i bagagli non si siano potuti… rilassare. Anche se al carosello dei bagagli non è rimasto quasi nessuno quando ho visto il mio sacco cadere sul nastro c’è stato un sospiro di sollievo.

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