Altai City
4 agosto 2007, sabato
Dopo colazione carichiamo a fatica i tre pulmini e partiamo assieme a una jeep con viveri e cuochi che si occuperanno della logistica in questi giorni che passeremo all’interno della riserva integrale di Khasagt Khairkhan, a nord di Altai. In cima a una collina c'è un ovoo con una jeep ferma; è una intera famiglia che si sta spostando con gher e gregge al seguito. La prima è smontata e caricata nel rimorchio della jeep, il secondo è governato dai due figli a cavallo... delle moto. L'insieme è molto pittoresco; sono vestiti con abiti tipici del posto e si fanno fotografare tranquillamente anche se dopo ogni scatto vogliono vedere come sono venuti.
Come è ormai abitudine con questi scalcagnati Uaz ci tocca fare una ripida discesa e un'altrettanta ripida salita... a piedi perché in caso contrario potrebbero esserci problemi di freni prima e di motore dopo. Questo tratto di pista è talmente ripido e pericoloso che per la prima volta si vedono un cartello stradale, rigorosamente dipinto a mano, e dei catarifrangenti su pali di legno lungo il ciglio della strada.
Raggiungiamo una valle percorsa da un fiumiciattolo; è bello vedere come il brullo altopiano si trasforma in una alberata valle grazie all'acqua. Risaliamo la valle per circa un chilometro e ci fermiamo a... piantare le tende. Ci sono stati già altri campeggiatori in questo punto quindi ci sono già delle piazzole tra le tante pietre, occorre solo fare la rifinitura, togliendo le pietre residue e poi montare non senza difficoltà le tende; siamo sul greto acciottolato del fiume e i picchetti non affondano perché trovano sempre una pietra sulla loro strada.
Mangiamo qualcosa e zaino in spalla cominciamo il trek risalendo la valle fino alle sorgenti di Khunkher; non si può sbagliare strada visto che basta risalire il fiumiciattolo che guadiamo più volte prima di trovare il sentiero più comodo. Per un breve tratto ci fa compagnia un ragazzo del posto in sella al suo cavallo.
Lo scenario è splendido con le nuvole che spesso fanno cadere qualche goccia d'acqua; troviamo più di una sorgente, tutte con acque curative diverse, tutte documentate con chiarissimi cartelli in... cirillico. Le acque sgorgano dalle pareti rocciose, o da grotte più o meno grandi e accessibili alla destra e alla sinistra di una stretta gola; i piccoli rivoli si uniscono subito a formare un piccolo ruscello. Non so che proprietà abbiano queste acque ma hanno tutte un buon sapore e sono freddissime.
Continuiamo a salire cercando di raggiungere una delle vette che ci circondano; arriviamo ai 2800mt con un dislivello di 500mt rispetto al campo base. I sentieri sono buoni; le uniche difficoltà sono create dal terreno friabile che rende instabile l'incedere. Sulle pareti della valle pascolano numerose greggi e piccole mandrie di yak e cavalli.
Al campo base tremenda doccia nell'acqua gelida del torrente e cena su piccoli sgabelli di plastica da asilo; la cena è allietata dai falchi che ci volteggiano in testa e poi, al momento buono, in picchiata scendono velocissimi a rubare qualcosa di commestibile nel campo.