Sumiyn
6 agosto 2007, lunedì
Arriviamo in una grande valle circondata per tre lati da lontane montagne e a chiudere una distesa di dune di sabbia finissima a un centinaio di metri da noi. Al di là delle dune dovrebbe esserci il Lago Ereen.
Mentre montiamo le tende noto un locale che arriva in moto, si ferma ai piedi della duna e sparisce in una fossa con due grosse taniche gialle usate per trasportare l'acqua; ho il sospetto che la fossa nasconda un pozzo così, appena l'uomo con la moto va via, parto per un giro di perlustrazione. Il sospetto è confermato e nel frattempo è anche arrivata una famigliola composta da nonna, figlia, tre nipotine e un cammello. Il pozzo è fatto da una pila di copertoni di camion che scendono in profondità; si trova in una conca, coperto da una lastra di ferro e ha in dotazione un secchiello di ferro zincato per raccogliere l'acqua e una pala per spalare la sabbia che si accumula sull'apertura per opera del vento.
Scaliamo le dune per raggiungere il lago che è dietro; anche se l'altezza è simile a quelle viste qualche giorno fa, queste si attraversano più agevolmente perché la sabbia è più compatta. È una serie di dune una dietro l'altra, di diverse altezze fino a che compare il lago; strada facendo si incontrano prima delle piante con fiori viola e poi man mano che ci si avvicina all'acqua un numero sempre maggiore di zanzare.
Il lago è abbastanza esteso ma la profondità non è tanta; la battigia di sabbia putrida e melmosa in cui si affonda scoraggia i più ma un'occasione come questa di fare un bagno in uno scenario naturale bellissimo come questo non può essere persa.
Si nuota con difficoltà per la presenza di tantissime alghe che salgono fino alla superficie e si avvinghiano a gambe e braccia; il lato positivo è che, nuotando, queste alghe ruvide effettuano un piacevole massaggio al contatto con la pelle. Per evitare di sprofondare nelle sabbie mobili occorre posarsi sul fondo con le ginocchia.
Si resta un po’ sulla spiaggia a prendere il sole poi andiamo via; per evitare di scalare di nuovo la duna più alta pensiamo di spostarci lungo riva alcune centinaia di metri e di passare dove, a occhio, le dune sembrano più basse. Al centro del lago il cigno che passeggia con i pulcini viene raggiunto dal compagno; ci attraversa la strada proveniente dalle dune e si getta in acqua con la sua buffa andatura.
La scelta di cambiare la strada vecchia per quella nuova non si è rivelata oculata; è vero che le dune sono più basse ma ce ne sono di più.
Fortunatamente incontriamo un bellissimo branco di cavalli che sta brucando un tipo di erba che riesce a crescere su queste dune. Sono dei fili molto duri, alti e radi che i cavalli morsicano nella parte centrale e con forza strappano dalla sabbia; così facendo le due estremità dei fili d'erba rimane ai lati dalla bocca come lunghi e folti baffi. Per mangiare tutto il ciuffo i cavalli sono costretti a scuotere la testa come in segno di diniego; bello vedere tutto il branco che effettua lo stesso movimento.
Nelle vicinanze dell'accampamento c'è una gher che noleggia cavalli e cammelli; i primi sono restii a camminare ed è facile immaginare la loro reazione se si prova a spingerli al trotto o al galoppo. Le redini dei cammelli sono saldamente nelle mani di ragazzini che li guidano camminando a piedi davanti all'animale.
La serata è splendida con un cielo limpido; l'assenza della luna e la mancanza di luci artificiali nel raggio di centinaia di chilometri ci fanno vedere le stelle come non mai. Venere si fa vedere per prima seguita a ruota da Sirio più in basso; poi il Gran Carro e, calcolando cinque volte la distanza delle ultime due stelle del carro, la vicina Stella Polare. È la volta del Piccolo Carro, della Cintura di Orione e alla fine, quando il Sole è completamente tramontato, la Via Lattea si manifesta in tutto il suo splendore.
Stando con il naso in su si vedono tante stelle cadenti, alcune di grandi dimensioni che lasciano alle spalle una luminosissima scia. Oltre alle stelle, cadenti e non, vediamo in lontananza grandi scariche di fulmini che illuminano l'orizzonte; sono lontani oltre il lontanissimo orizzonte e non ci preoccupiamo minimamente. La temperatura è primaverile tanto che Azelio decide di dormire nel sacco a pelo fuori della tenda.