Kompong Cham

1 gennaio 2024, lunedì

In questa zona il Mekong è molto sinuoso, attraversando quella che è una pianura alluvionale, e forma diverse isolette come quella di Kaoh Trong dove siamo stati pochi giorni fa; un’altra di queste è Koh Paen che a differenza dell’altra, nella stagione asciutta, non può essere servita dai traghetti perché il fondale è molto basso. Per questo motivo ogni anno costruiscono un ponte di bambù per non lasciare isolato il migliaio di famiglie che qui vivono e lavorano soprattutto in agricoltura. Il Bambù Bridge è il più lungo al mondo con queste caratteristiche; i numeri hanno dell’incredibile con cinquantamila pertiche di bambù piantate sul basso fondale che reggono stuoie dello stesso materiale per una lunghezza di quasi un chilometro. All’inizio della stagione delle piogge il ponte è smontato prima che la portata aumentata del fiume lo spazzi via. Regge il peso di migliaia di persone e qualche veicolo leggero; è bello camminarci sopra sia per il leggero molleggiamento sia per il suono che provoca ogni tuo passo, sommati a quelli degli altri sulla robusta stuoia calpestabile. È quasi a pelo d’acqua tranne un pezzettino al centro rialzato per permettere il passaggio a piccole imbarcazioni. Da qualche anno è stato costruito un nuovo ponte fisso in cemento, ma questo continua a essere percorso da centinaia di turisti locali che raggiungono le spiagge dell’isola; come spesso accade, in acqua ci sono soprattutto i bambini, alcuni con i giubbetti da salvataggio come salvagente, mentre gli adulti, vestiti, li controllano da riva. Ci sono un paio di stabilimenti balneari con ombrelloni di paglia e sdraio desolatamente vuote e amache sotto pagliericci tutte occupate. Quello che stupisce però sono i tanti simboli natalizi come gli alberelli addobbati e le slitte con Babbo Natale in questo paese a maggioranza buddhista e una piccola minoranza induista e mussulmana; la classica potenza del consumismo come la festa di Halloween per noi. In questa zona devono essere molto richieste le lumachine del Mekong perché ci sono molti ambulanti che le vendono fresche, condite con peperoncino e coriandolo, che rendono il plotò molto scenografico o secche con sale. Questo è niente rispetto alla vicina cittadina di Skoun, dove c’è un frequentatissimo mercato degli insetti; è pieno di turisti che fotografano molto, ma comprano poco o niente e non avrebbe senso se non ci fossero i locali che qui fanno incetta di ragni e scarafaggi. Le regine del mercato sono le corpulente tarantole che sono allevate in buchi nel terreno nei villaggi circostanti tanto che all'estero questa cittadina è conosciuta come Spiderville; sembra che quest’abitudine alimentare sia nata durante il regime dei Khmer Rossi, quando il cibo normale scarseggiava. Bella la scena della turista cambogiana, che dall’auto e dall’abbigliamento si capisce che ha fatto fortuna, che fa assaggiare una tarantola ai suoi due figli quasi adolescenti; la più grande ne mangia un pezzetto ma è chiaramente disgustata mentre il piccolo lo sputa schifato tra l’ilarità delle venditrici. Lei invece va via soddisfatta con una bella busta piena dei pelosi animaletti. Ci dirigiamo verso la capitale cambogiana, Phnom Penh, ma non possiamo fare a meno di apprezzare l’opera di qualche artigiano locale che ha trasformato dei minivan in autocarri; se ne vedono tanti e solo qui. Il Wat Phnom si trova su una collinetta nel centro di Phnom Penh; è una coloratissima pagoda buddhista, molto frequentata. Si accede lungo una scalinata abbellita da nāga e leoni lungo la balaustra; dentro, oltre ai tanti fedeli raccolti in preghiera e ai tanti Buddha dorati che circondano quello gigantesco al centro della sala, stupiscono le tante banconote lasciate in offerta e depositate in ogni luogo, ovunque possa rimanere incastrata per non cadere a terra. In un ampio adiacente salone ci sono tante statue dorate di personaggi molto venerati dai fedeli ma le targhe esplicative sono in lingua khmer, quindi incomprensibili. Alle spalle della pagoda spicca un enorme stupa bianco abbellito con statue color terracotta di leoni e spiriti guardiani armati di mazze; quello che stupisce maggiormente sono due luoghi esterni al tempio, dove centinaia di fedeli sono in fila per donare le offerte e ricevere in cambio la benedizione dagli addetti che non sembrano monaci. In uno dei due, in particolare, una marea di giovani prima fa la fila in un posto al coperto, dove confezionano un vassoio di cartone giallo con dentro le offerte che comprendono una bistecca, poi pazientemente fanno un’altra fila per arrivare al tempietto, quasi insignificante, dove un tizio mette la carne in bocca al leone in pietra alle sue spalle, svuota il resto del vassoio in un contenitore, si mette le banconote nel taschino della camicia sudata, accartoccia il vassoio di cartone giallo a formare un manganello e con questo batte più volte sulla spalla dell’offerente e infine un giovane assistente butta il vassoio usato in un caminetto acceso da cui esce un fumo abbastanza puzzolente che fa dubitare dell’origine solo cartacea dell’involucro. Sembra che la procedura preveda una prima visita per chiedere una grazia e poi il ritorno con l’offerta a… grazia ricevuta; se è così, molti ragazzi hanno superato brillantemente gli esami. Per le strade della città non passano inosservate le inferriate che, assieme al filo spinato, proteggono le abitazioni fino all’ultimo piano; e alzando la testa non si può fare a meno di notare gli enormi fasci di fili elettrici, spesso aggrovigliati in maniera esagerata, che appesantiscono pali e balconi cui sono aggrappati. Nel giro serale sul lungofiume, ci fermiamo a bere qualcosa in un locale a più livelli; andiamo subito all’ultimo piano per godere della vista sul Mekong e sulla città ma siamo costretti a scappare per i milioni di animaletti alati attirati dai vicini lampioni dell’illuminazione stradale. Bello il lungofiume e le vissute vie del centro; tantissimi centri per massaggi con le ragazze in divisa all’esterno per attirare i clienti e tantissima prostituzione con tante ragazze sedute fuori ai tanti bar che si mostrano molto disponibili.

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