Phnom Penh

3 gennaio 2024, mercoledì

Occorre più di un’ora per lasciare la città che è grande, in crescita, con un centro moderno, con grossi viali e grattacieli, alcuni dei quali ancora in costruzione. Bella è anche la zona dei ministeri con edifici nuovi ben fatti. Le strade sono trafficate anche di mattina e sempre di più man mano che passano i minuti, anche se ormai siamo in periferia. Nelle zone dei mercati rionali si vedono molti macellai, seduti sui talloni sul banco tra la merce come loro solito; sono ben forniti. Tutto il mondo è paese; se la richiesta di carne bovina è in crescita, è segno che anche il livello economico generale del paese è in crescita. Siamo diretti verso la costa e si passa da pianure a colline, da distese di palme da olio a piantagioni di caucciù, anche con piante giovani senza il piattino. Al porto turistico di Sihanoukville ci sono tanti catamarani che partono e arrivano con un gran numero di turisti che si spostano in entrambe le direzioni. I catamarani veloci hanno quattro fuoribordo da 250 cavalli e sono sempre pieni; il nostro è più grande ma semivuoto, forse perché fa più fermate. La nostra, Koh Rong Saloem, è la terza. Il nostro resort è vicino al molo; i bungalow sono tutti a pochi metri dal mare che è verde smeraldo, con acqua caldissima racchiusa in una baia verdeggiante. Dopo aver preso possesso degli alloggi e bighellonato in acqua, in quaranta minuti a piedi, attraverso il bosco dell’isoletta, raggiungiamo la spiaggia opposta alla nostra per ammirare il sole che splendidamente tramonta; il problema sarà tornare in tempo al nostro villaggio prima che calino completamente le tenebre.

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