Nam Taleng

26 dicembre 2019, giovedì

9237Sarà che ci siamo acclimatati, sarà che il villaggio è in una valle riparata fatto sta che la temperatura, anche se siamo sopra gli 800 metri, non sembra fredda. Ma stanotte ho avuto freddo; siamo nel sottotetto della casa e tra le assi delle pareti passa molta luce, la porta non si chiude e comunque è in condizioni pietose, quasi virtuale.
I galli questa notte non sono stati particolarmente noiosi; cantavano cinque minuti e si chetavano per mezz'ora solo che hanno iniziato presto, all'una e mezza la prima scarica.
Sul pianerottolo dove ci si arriva lungo la ripida scala ci sono due porte e un'altra scala altrettanto ripida che scende dall'altra parte della casa dove c'è il cesso. Delle due porte una... porta in cucina e l'altra nel soggiorno, dove siamo ospitati noi, e qui affacciano le camere da letto e ripostigli.
Dalle cinque è cominciato un via vai dei componenti della famiglia che uno per volta entravano e uscivano con circospezione dalle loro camere ma inevitabilmente facevano rumore nell'aprire e chiudere la porta d'ingresso; e qualche volta nemmeno la chiudevano. Quando il capofamiglia è venuto a raccogliere qualcosa dal baule dietro le nostre teste abbiamo capito che era ora di alzarci.
Passando davanti alla cucina li abbiamo trovati tutti seduti a terra in cerchio a fare colazione. Le stanze sono tutte con le pareti sporche, ingiallite ma la cucina è nera nel vero senso della parola.
Alle 7.30 i bambini vanno a scuola; è la scuola materna e primaria. Per i più grandicelli occorre andare più lontano e non tutti hanno la possibilità d’andarci anche perché poi devono inevitabilmente dare una mano in famiglia non fosse altro per tenere i fratellini in tenera età mentre i genitori lavorano nei campi.
9123C'è anche chi non lavora e la mattina passa di casa in casa a fare la questua per un pugno di riso.
Ieri la nostra guida nella foresta ci ha mostrato come costruire una pallina di badminton partendo dalla lunga foglia di una pianta e finendo con… una penna d'uccello.
Appena arrivati al villaggio l’abbiamo regalata a una ragazzina. Stamattina ci stanno dimostrando che hanno gradito il regalo giocando con le ciabatte al posto delle racchette.
Il ragazzo più giovane che ci segue con il machete stamattina ha ammazzato un'oca e ora sotto la fontana la sta macellando; penso farà parte del nostro pranzo odierno.
Tornati dalle varie sistemazioni notturne facciamo tutti colazione assieme ai maialini che ci passano accanto senza paura.
In questo villaggio oltre a essere arrivata l'acqua arriva anche il segnale del telefonino a giudicare dal numero di ragazzi che lo adoperano.
Appena fuori del villaggio c'è la scuola; ci sono tre aule con alunni e soli due insegnanti. Una classe ha solo tre bambini. Curiosa la disposizione delle cattedre; in una è di spalle agli alunni, in un'altra di lato e solo in una è posizionata come noi sappiamo. La cucina e il refettorio sono, dal punto di vista igienico, da brividi ma viste le condizioni del villaggio... siamo in media.
All'interno del recinto della scuola ci sono delle caprette che pascolano; incuriosita o distratta da noi una caprettina perde la madre e ci precede lungo la stradina che porta alla foresta. Quando realizziamo e cerchiamo di far tornare indietro la bestiola vediamo che la cosa non è semplice. Occorre lavorare di forza e d'astuzia per riuscire nell'impresa.
Una canna di bambù è crollata a valle ed è rimasta in bilico tra due alberi attraversando in discesa il nostro sentiero; è la strada perfetta per i ratti ed è proprio qui che qualcuno ha montato una trappola a ghigliottina.
Qua e la si trovano dei termitai non grandi e nemmeno belli e comunque quando è umido gli animaletti sono tutti fuori e si rintanano solo quando è secco e caldo.
9163Raggiungiamo un piccolo villaggio akha, Ta Long; solo quattro case senza ne acqua ne corrente elettrica. E’ l’ora più calda della giornata e per strada non c’è nessuno; solo in una casa a palafitta c’è una parte della famiglia e in un’altra una donna è seduta sulla scala incuriosita da noi.
Nella parte alta del villaggio c’è l’officina, se così si può chiamare, del fabbro con l’attrezzatura spartana per riparare attrezzi da lavoro come zappa e machete. Sopra la porta d’ingresso, qui come nelle altre case degli altri villaggi visti, c’è un pezzo di alveare che ha la funzione benaugurante all’espansione della famiglia. Sotto una casa un vecchio maglio per decorticare il riso; non avendo energia elettrica non possono usare quelli moderni visti altrove.
Un paio di pickup vengono a recuperarci e sistemati alla meglio nel cassone percorriamo un tratto di strada sterrata per poi immetterci sulla statale passando nel villaggio di Nong Kham e ci portano in città; il mercatino che abbiamo visto in partenza ora si è ingrandito ma rimane asettico come tutti i mercatini visti finora. Cerchiamo i ratti cotti visti l’altra volta e invece troviamo tre scoiattoli… crudi con tanto di coda meno grossa dei nostri.
Approfitto dell’ora di luce rimasta per fare una corsetta verso il campo di calcio della vicina scuola; le ragazze stanno facendo una partitella a campo ridotto e correndo a bordo campo ho modo di esibirmi in precisi… recuperi palla quando questa esce. A cena siamo tutti concordi… chiediamo noodles e… ci arriva prima il riso e poi… carne in brodo. Buona la zuppa di pesce d’acqua dolce.

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