Namlo

25 dicembre 2019, mercoledì

8961Fortuna che non è freddo perché non ci sono finestre, solo gli scudi, e dalla porta chiusa si vede molta luce. Una finestrella alta è in diretta comunicazione con l'esterno. Dormire sul duro pavimento protetto da un piccolo materassino fa bene se sei abituato altrimenti...
Ci hanno sistemato nella stanza di passaggio ed erano già tutti a letto quando siamo rientrati ieri sera ma stamattina pian piano sono usciti tutti senza dare fastidio ma il clou, o spavento, si è avuto quando inaspettatamente si è aperta la porta del ripostiglio ed è apparsa la nonna...
In casa c'è un bambino piccolissimo che non ha mai pianto per tutta la notte; è coccolato amorevolmente da tutti.
C'è un frutto secco a forma di stella da cui escono cinque semi al cui interno c’è una specie di mandorla che viene usata per produrre olio. È uno sport nazionale sgusciare questi frutti la mattina vicino al fuoco; le scorze servono poi ad alimentare il focherello. Infatti, come nel villaggio di ieri, la prima occupazione mattutina degli abitanti del villaggio è quella di accendere il fuoco per strada per scaldarsi. Il fumo dei tanti piccoli falò accesi che si alza in verticale e che si fonde alla bruma mattutina sommata al silenzio surreale rispetto al trambusto di ieri ci regalano un’immagine straordinariamente poetica di questo posto.
Anche in questi piccoli villaggi dove da poco è arrivata l'acqua e la corrente ancora singhiozza c'è una gerarchia sociale dettata dalla ricchezza. Quelli che stanno meglio economicamente hanno una casa più grande con la cucina separata dal resto della casa, col pavimento in cemento che consente loro di accendersi il fuoco in casa la mattina e riscaldare tutta la famiglia mentre fanno colazione assieme. Gli altri hanno la casa piccola con pavimento in legno e questi sono costretti ad accendere il fuoco in strada per riscaldarsi dopo una nottata passata praticamente al freddo.
Vicino al fuoco in strada la mattina, essendoci i più poveri ci sono anche quelli che non possono permettersi abiti nuovi e che quindi continuano a usare quelli vecchi, così si ha la possibilità di vedere i copricapo tradizionali delle donne di etnia akha che sono abbelliti da tante vecchie monete d’argento cucite o incollate.
9211Quasi sotto ogni casa c'è una moderna macchina di produzione cinese che delolla il riso; è un lavoro svolto dalle donne della famiglia che devono anche tenere a bada polli, galline e papere che banchetterebbero volentieri col riso appena decorticato.
Non si sa da dove sono usciti ma stamane nel villaggio ci sono due barbieri che tagliano i capelli a domicilio proteggendo i clienti con grossi teli di plastica azzurri.
Nel villaggio ci sono 70 case, 80 famiglie per 750 abitanti tutti di etnia akha.
Facciamo colazione con gli avanzi di ieri e partiamo per il trek. Subito fuori il paese c'è la scuola; i ragazzini come sempre si sono distratti e i maestri hanno lasciato fare mantenendo però un atteggiamento severo.
Troviamo l'albero smoking così soprannominato perché la radice viene usata per masticarla, soprattutto gli anziani e le anziane ed è il responsabile dei denti neri; provoca dipendenza come la nicotina.
I cinesi quando comprano pagano i raccolti con dei buoni che i contadini hanno difficoltà a incassare perché le banche non hanno liquidi a sufficienza. Quando riescono ad avere il contante si ritrovano gli yuan che poi dovranno essere cambiati con ulteriori perdite tra commissioni e tassi di cambio.
Troviamo un gigantesco albero che qui chiamano tukai, sicuramente un sopravvissuto della foresta primaria. Dalla base del suo caratteristico tronco, non cilindrico ma a base… stellare, si ricavavano le ruote dei carri.
Oggi il pranzo natalizio ci è cucinato dalla... retroguardia che non si sa come, quando è ora di pranzo ce li ritroviamo davanti. Il brodo di carne di bufalo è cotto nell’incavo di grosse canne di bambù messe in verticale sul fuoco; incredibilmente si anneriscono ma non si inceneriscono così diventano ottime pentole.  L'onnipresente riso, i fagiolini lessi e il cuore del fiore di banano completano il menù.
9268Assistiamo a un evento rarissimo; il bambù è una pianta resistentissima e sembra indistruttibile, immortale eppure dopo circa settanta anni fiorisce e subito dopo muore. Ma la cosa sensazionale è che tutte le piante figlie della stessa madre fioriscono e muoiono in contemporanea in qualsiasi parte del mondo esse siano; a conferma di ciò le piante di questo versante della montagna, presumibilmente nate dai semi di una stessa pianta decenni fa stanno tutti morendo.
Nella parte alta della montagna gli alberi della foresta sono di piccole dimensioni ma molto arcigni perché devono resistere a pioggia, vento e uragani mentre nella parte bassa più riparata crescono alberi più imponenti ma meno resistenti.
Arriviamo nel villaggio di Nam Taleng, molto più piccolo dell'altro ma strutturato allo stesso modo; anche qui sono di etnia akha. I ragazzini sono simpaticissimi e giocano non con le trottole ma con dei bastoni di bambù alla cui estremità hanno attaccato una piccola ruota come un cuscinetto a sfera e lo guidano correndo da una parte all'altra del villaggio.

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