Muang Sing
29 dicembre 2019, domenica
Il temporale notturno ha mandato in tilt la rete elettrica nazionale così ci svegliamo al buio. Ma non è finita qui; lo scarico della doccia a pavimento già ieri non riceveva bene ma stanotte, complice una perdita inaspettata, per arrivare al water rialzato occorre attraversare il lago...
La mancanza di corrente ha messo in crisi anche il personale di cucina che ha dovuto accendere il classico fuoco… ardente per fare l'acqua calda per tè e caffè.
Scopriamo che la mancanza di corrente è dovuta a una grandinata notturna di cui troviamo evidenti tracce a bordo strada ora che abbiamo iniziato il lungo viaggio di trasferimento che stasera ci porterà a Phongsali.
Suggestiva l’immagine della bruma che si alza dalle risaie allagate. In questo periodo stanno iniziando ad attivarle con il trapianto delle piantine e appena la strada comincia a sollevarsi dalla valle che comunque è a più di 700 mt si nota il contrasto tra il verde intenso delle vasche vivaio, il verde chiaro di quelle appena trapiantate, il nero di quelle arate fino al marroncino chiaro di quelle ancora in standby.
La strada è tutto un su e giù in una serie infinita di curve alle quali si aggiungono le gimcane per evitare le buche; fortuna che il traffico è scarsissimo. Nelle valli, dove è possibile, sono stati creati terrazzi a risaie che comunque sono tutti fermi.
Dove hanno sbancato la montagna per proteggere la strada o costruire qualche casa si vede che c'è uno strato quasi superficiale di carbone. In effetti vicino al confine thailandese abbiamo visto una cava di carbone a cielo aperto.
Dopo un paio d'ore di curve ci immettiamo su di una strada sempre sali e scendi, sempre tutto curve, ma in compenso molto più trafficata da tir e camion vietnamiti e soprattutto cinesi. Qui è iniziato il vero lavoro del nostro autista che ha dovuto effettuare una lunga serie di sorpassi a mezzi pesanti in una strada con visibilità di 200 metri nel migliore dei casi con un motore non potente che non permette buone accelerazioni nemmeno in discesa; pochi i camionisti che agevolano il sorpasso. In molti punti c'è il cartello che invita a suonare ed è molto utile perché spesso rimaniamo fermi per l'incrocio in curva di due tir.
Stanno costruendo una ferrovia che tra viadotti e gallerie accorcerà di molto i chilometri tra la capitale della provincia cinese dello Yunnan, Kunming, e la capitale laotiana di Vientiane. Le gallerie sembrano finite come i piloni che hanno un enorme codice Qr alla base assieme a un numero e scritta in caratteri cinesi. Ora c'è da posizionare le travature di cemento sui piloni e... saranno a meta strada perché mancheranno solo pietrisco, binari, segnalamento…
A lavori ultimati il tempo di percorrenza tra le due città passerà dai tre giorni a sole tre ore. Rientra nel progetto cinese della Nuova via della seta e questa tratta dovrebbe unirsi in futuro a un altro progetto finanziato anch’esso dalla Cina, quello di una nuova ferrovia thailandese sino a Bangkok, e poi più a sud sino alla Malesia e a Singapore.
Un motociclista merita la palma dell'eroe... o del cretino; piove e viaggia alla nostra stessa velocità tra tir e auto con un passeggero dietro e... l'ombrello aperto in mano.
Lungo la strada passiamo numerosi piccolissimi villaggi con abitazioni in legno su palafitta più o meno scalcagnate tipo quelli visti nei giorni passati.
In quasi tutti i distributori di benzina ci sono i bagni che non sono messi male; turca con secchio d’acqua e secchiello per lo scarico. C'è anche la doccia sempre stile secchio e secchiello.
Mangiamo a Muang Xay, il punto più basso del percorso prima di risalire verso nord; accanto a noi una tavolata di cinesi che hanno ordinato tanto e mangiato poco. Alcuni hanno pasteggiato a vodka...
Ora che abbiamo deviato, la strada non è cambiata ma fortunatamente sono quasi spariti i camion. Appena la valle si allarga i terrazzi aumentano e non sono solo per il riso ma ospitano anche gli ortaggi.
Dai 4, 500 metri saliamo costantemente fino a quasi 1400mt con l'ultimo tratto, passo compreso, in sterrato. Sarà l'orario ma stiamo incrociando tanti motociclisti carichi all'inverosimile su strada bagnata.
Sono ore che stiamo in questo minibus e siamo tutti stravolti… figuriamoci l'autista. Fortuna che il cielo, ora che finalmente è stellato, ci regala un’immagine bellissima e non frequente da vedere, almeno dalle nostre parti; la luna è sottilissima con la gobba... in basso che in questo caso è detta Luna a barchetta. Una luminosissima Venere poco distante completa il bellissimo e indimenticabile quadretto… ma la strada non migliora, anzi i tratti di sterrato aumentano.
Arriviamo a Phongsali e troviamo ad attenderci la donna agente che colla moto ci guida prima alla Phonechalern Guesthause e poi a casa sua dove è pronta la cena, che pagheremo, e dove definiremo gli ultimi particolari del trek di tre giorni che ci riporterà qui.
Siamo sui 1400 metri d'altezza e la temperatura in camera non è delle migliori; il gestore si è raccomandato di usare, in caso di freddo, il pail sotto il piumone, praticamente a contatto con la pelle. È una costante visto che le passate nottate era la stessa cosa con l'aggravante che mancava il piumone o un lenzuolo.